Tutto (o quasi...) sull'A.C. LEGNANO


GIUSEPPE TOSI

 

Il centravanti lilla Giuseppe Tosi posa con un tifoso lilla a bordo campo dell'allora nuovo stadio di Via Pisacane, nel 1923

[foto archivio Renato Croci]

    

   

Un viaggio allo scoperta di un calcio di altri tempi. E' quello che vi proponiamo in questa sezione del Museo Lilla, grazie ai ricordi di un grande giocatore dello storico F.C. Legnano, Giuseppe Tosi, raccolti dal pronipote Renato Croci, tifoso lilla di vecchia data ed affezionato lettore del nostro sito.

Vecchie foto, ritagli di giornali dell'epoca, ma soprattutto i personaggi storici e le vicende degli albori del calcio lilla nel racconto di un protagonista di allora.

 

Una formazione del Novara Football Club del 1919/20 con il futuro attaccante lilla Giuseppe Tosi (il secondo da destra in piedi)

[foto archivio Renato Croci]

 

 

1920/21

 

Giuseppe Tosi, attaccante piemontese proveniente dal Novara ma nato calcisticamente nella Pro Vercelli, giunge appena ventenne nel Legnano, allora guidato dal Senatore Bernocchi all’inizio della stagione 1920/21. La squadra lilla è impegnata nel campionato di Prima Categoria Lombardia.  Visto il crescente interesse per il calcio che caratterizza gli anni del primo dopoguerra, la Federazione Italiana Giuoco Calcio decide di aumentare il numero dei gironi regionali, che in Lombardia diventano sei da quattro squadre ciascuno. Rivali dei lilla nel girone sono il Como, il Chiasso e lo Stelvio Milano.

Il calcio vive ancora in una fase pionieristica, nella città del Carroccio si gioca al campo di via Lodi: non ci sono le tribune, solo qualche gradino sul lato verso via De Amicis. Il terreno è quello che è  ma gli spettatori sono mille lungo il perimetro e senza protezioni, solo paletti con  un filo di ferro tirato. Non ci sono neppure gli spogliatoi , ci si cambia all’albergo Mantegazza, in Piazza della Stazione, e camminando in via Volturno si va in Via Lodi. A fine partita,  per la doccia , si ritorna in compagnia degli avversari.

Questa annata calcistica passerà alla storia non solo per i grandi risultati ma per lo spareggio giocato a Vercelli sul campo Foro Boario a fianco dell’attuale stadio contro il TORINO .

La partita è importantissima, è la semifinale che decide chi entra nel mini girone per il titolo di campione d’Italia.

Dopo 90 minuti il risultato è di parità 1-1 , servono i supplementari, dato non erano previsti allora  i calci di rigore in caso di parità.  Si va avanti a oltranza , il primo che segna vince e si guadagna la finale. Passano altri 68 minuti di gioco , in totale fanno 158, ma il risultato non si sblocca.

Estate torrida, quella del 1921, siamo a fine giugno, l’arbitro (il Sig. Mombelli di Casale Monferrato) e i giocatori sono esausti, si avvicina l’oscurità, serve una decisione, eccola : le due squadre decidono la sospensione delle ostilità.

La federazione chiede di rigiocare ma le due società, d’accordo, rispondo no : il campo aveva già detto il suo verdetto e di conseguenza entrambe rinunciano, per protesta, alla finale.

Il titolo di Campione d’Italia andrà alla Pro Vercelli, ma la presa di posizione di Torino e Legnano diventa la classica goccia che fa traboccare il vaso. Durante l’assemblea generale della F.I.G.C. la stragrande maggioranza delle squadra decide di bocciare la proposta di modifica del campionato presentata dal segretario Federale Vittorio Pozzo e far nascere una nuova organizzazione calcistica, la Confederazione Calciatori Italiani, nella quale confluiscono tutti i principali team, Legnano compreso.

Lo spareggio tra Torino e Legnano rimarrà nella storia come la  partita più lunga mai disputata, tuttora  ricordata in varie pubblicazioni calcistiche.

Giuseppe Tosi ricordava la giornata caldissima, le continue richieste di acqua rivolte ai componenti delle panchine e l’arbitro, non sufficientemente allenato che cercava di rimanere al centro del campo.

I ricordi dell’attaccante lilla relativi alla stagione 1920/21 ci portano poi a PADOVA per  un fatto piacevolissimo e per certi versi oggi praticamente impensabile. Siamo nell’aprile del 1921 . Il Legnano è impegnato in trasferta a Padova per le semifinali interregionali del Nord Italia . Con grande sorpresa i lilla vengono accolti alla stazione veneta dai giocatori avversari e accompagnati sino allo stadio. A fine partita, vinta dai lilla per 1-0 grazie ad una rete di Crespi dopo solo un minuto di gioco, invito per una bicchierata con qualche boccone in osteria. I giocatori del Padova di allora erano in gran parte studenti universitari e tra loro non mancava la goliardia: possiamo parlare di un “terzo tempo“ ante-litteram, ancora oggi caratteristica purtroppo solo del rugby . E’ significativo che anche negli anni successivi rimase la consuetudine di attendere alla stazione di Padova gli ospiti anche se solamente in transito per altre località calcistiche.

 

Il pubblico del Via Lodi assiste all'incontro Legnano-Internazionale nel gennaio del 1921

[foto tratta da "Lo sport Illustrato" del 16 gennaio 1921 - archivio www.statistichelilla.it]

 

 

1921/22

 

Giuseppe Tosi nel 1921/22 passa al Brescia, squadra impegnata nello stesso girone del campionato di Prima Divisione Nord del Legnano.  Il suo è uno dei  primissimi esempi di professionismo a tempo pieno , anche a causa della sua giovane età, gioco con i bresciani solo quattro partite .

Ma torniamo a LEGNANO. La stagione 1921/22 segna l’esordio in lilla un grande amico di Tosi,  piemontese come lui , un giocatore destinato ad entrare nella grande storia del calcio italiano : GIGI ALLEMANDI.

Studente liceale , fisico possente, oltre un metro e ottanta di altezza inizia la sua carriera come attaccante dotato di  un gran tiro secco e di  grande carica agonistica. Il Legnano lo riposiziona al centro della difesa  proprio grazie alla sua determinazione. Ciò non toglie che quando bisognava recuperare il risultato Allemandi si spostava ancora in attacco, partendo dalla difesa , con grande progressione e spesso con incitamenti storici tipo “Avanti Savoia!!“: erano tempi dove l’epica aveva un forte significato.

Al campionato del mondo vinto dall’Italia nel 1934 Allemandi c’era e Giovanni Brera, che lo vide giocare in Nazionale (dove in tutto collezionò 24 presenze), lo descriveva come “un difensore anche eccessivamente determinato nelle entrate”.

Altro fatto rilevante di questa stagione è l’inaugurazione del nuovo stadio di Via Pisacane, in stile inglese con gran uso del  legno, coperture sui 2 lati lunghi del campo ed una capienza di circa 5.000 spettatori, non pochi per una cittadina di circa 20.000 anime.

Il campo di via Lodi non viene però abbandonato ma destinato ad un nuovo importante ruolo, quello di campo di allenamento e di gara del settore giovanile, ruolo che manterrà fino quasi alla fine del XX secolo.

 

Gigi Allemandi in azione in Legnano-Milan 2-2 del 14 ottobre 1923

[foto tratta da "Lo Sport Illustrato", Anno 11, n. 42 21 ottobre 1923 Collezione G. Zottino - www.statistichelilla.it]

Gigi Allemandi 

 

   

1922/23

 

Dopo una poco fortunata stagione nel Brescia, classificatosi penultimo nel proprio girone, Giuseppe Tosi torna al Legnano, sempre impegnato nella massima serie, dove in tutto gioca 19 partite mettendo a segno 8 gol.

E’ un campionato eccellente, una grande stagione, i lilla, tenendo testa alle grandi squadre, si piazzano al secondo posto in classifica alle spalle del Genoa, che poi parteciperà alle finali vincendo lo scudetto.

Degna di nota la partita giocata al Pisacane contro la Juventus, con una splendida per 3 a 2 del Legnano con doppietta del nostro Tosi.

Il pubblico che riempie lo stadio legnanese arriva anche da fuori città, qualcuno anche da Varese,  in treno ma anche in bicicletta: il richiamo è fortissimo dal momento che i lilla sono l’unica società dell’Altomilanese  e del Varesotto partecipante al massimo campionato.

A Jerago con Orago viene addirittura fondato un piccolo club di tifosi inneggianti al portiere Cameroni.

In questa annata vanno ricordate due figure storiche.

La prima è quella del portiere Angelo Arturo Cameroni, nato a Legnano il 1 aprile del 1891. Di non grande statura, veniva denominato “palla di gomma” per le sue spericolate uscite sui piedi degli avversari. Dava senso di sicurezza  alla squadra e fu anche convocato in Nazionale per l’incontro Italia-Francia 9-4 giocato a Milano il 18 gennaio 1920.

 

18-1-1920, Milano (Arena di Milano)

Italia-Francia 9-4

GOL: 7’ Cevenini III, 18’ Aebi, 19’ Cevenini III, 23’ P. Nicolas, 28’ Bard, 38’ Brezzi, 41’ Bard,

52’ Brezzi, 62’ e 70’ Aebi,  72’ Carcano, 84’ Brezzi, 87’ Dubly

 

ITALIA: Cameroni, Ticozzelli, R. De Vecchi, Ara, Carcano, C. Lovati, Berardo, Aebi, Brezzi, Cevenini III, Bergamino I. 

FRANCIA: Cottonet, P. Mony, A. Mony, E. Devic, Olagnier, Mistral, Dewaquez, Rénier, P. Nicolas, Bard, Dubly.  Arbitro: Forster (Svizzera).

  

Una panoramica dell'Arena di Milano durante l'incontro Italia-Francia 9-4 

 

Un simpatico quanto curioso ricordo che Tosi aveva di Cameroni è legato ad un suo salvataggio accartocciato sulla linea. Grandi applausi per lui,  ma poi nel rialzarsi allungando all’indietro un braccio per rilanciare il pallone secondo l’arbitro lo stesso pallone supera la linea di porta: dopo lunghe discussioni l’arbitro assegna  il gol agli ospiti per autorete, incredibile, del portiere. Ai tempi la televisione e la moviola non erano ancora state neppure inventate…

La seconda figura degna di nota è quella del Senatore Antonio Bernocchi,  Presidente dell’F.C.  Legnano per ben dieci anni e capitano di industria a livello internazionale .

Grande appassionato di sport, Bernocchi aveva fondato un gruppo sportivo attivo su più  fronti:  il Calcio Bernocchi a livello dilettantistico (rimasto in attività per oltre venti anni, la pallacanestro femminile, vincitrice di ben 4 scudetti nel secondo dopoguerra (giocò fino al 1955 all’aperto sul campo di via Battisti) e, naturalmente, la Coppa Bernocchi di ciclismo. ancora oggi gara di valore internazionale.

Il Senatore aveva un  comportamento originale nei confronti del suo Legnano. Lo sosteneva economicamente, lo seguiva con grande attenzione e passione, ma alle partite al “Pisacane” era solito assistere solo al primo tempo, lasciando lo stadio nell’intervallo, al massimo nei primi minuti del secondo., anticipando nettamente il buon  Avvocato Agnelli…

Oltre che per la sua passione per lo sport, Bernocchi va ricordato anche per la sua generosità e filantropia, dimostrata dai molti lasciti di sue importanti proprietà ai Comuni di Legnano e di Milano.

Tornando al  Legnano, Tosi ricordava  che a fine campionato la squadra, stimatissima a livello nazionale, fu invitata a Napoli per una amichevole contro  l’Internaples, dove, davanti ad un gran pubblico, vinse l’incontro con un netto 6-1. Si trattava però di una “gita di cortesia” e di una partita  festosa per cui lo stesso Tosi, dopo aver parlato con Cameroni, chiese ed ottenne che un tiro degli avversari potesse passare indisturbato e così avvenne. La mattina seguente “Il Mattino di Napoli” titolò: “L’Internaples segna un gol ai giganti del Nord”.

Una dimostrazione di sportività davvero di altri tempi…

 

Il Legnano ospita i futuri Campioni d'Italia del Genoa in incontro terminato in parità sull'1-1.

Il portiere genoano De Prà, sotto lo sguardo attento del compagno di squadra De Vecchi blocca una palla tirata da Tosi.

[foto archivio Renato Croci]

 

 

1923/24

 

Giuseppe Tosi gioca anche quest’anno in massima serie indossando la maglia lilla. La suo attivo vanno segnate 19 presenze e 5 reti.

La grande novità della stagione è l’arrivo del primo allenatore straniero del Legnano, l’ungherese Imre Schoffer.

Uomo coltissimo, laureato in ingegneria, Schoffer allena i lilla applicando uno schema  misto inglese-ungherese improntato ad un centrocampo molto folto ma con rapidi inserimenti : oggi si parlerebbe di un “3-4-3”.

Nel dicembre 1923 a Vercelli la Pro Vercelli vince dopo un traversone che aveva superato la linea di fondo. Da buon vercellese Tosi aspetta il ritorno nel marzo 1924 e per sbloccare la partita tocca  il pallone di mano a Torriani che insacca. Proteste infinite dei piemontesi ma l’arbitro, che in verità non aveva visto nulla, convalida. A fine partita la Pro Vercelli chiede di andare dall’arbitro per mettere per iscritto sul referto che a loro parere il gol non era da ritenere valido.

Il Presidente lilla Bernocchi, come suo stile, durante l’intervallo aveva lasciato il “Pisacane”, non prima di aver portato i propri saluti al trentennale Presidente della Pro Vercelli Luigi Bozino,  avvocato di prestigio nazionale, vincitore di tutti gli scudetti fin lì  ottenuti dai piemontesi, vicino alla famiglia regnante ed in più anche Pesidente della F.I.G.C. . Il nostro Tosi non si fece minimamente influenzare dalla presenza di un personaggio di tale spessore e senza tanti problemi replicò come anche a Vercelli il gol non fosse regolare e che pertanto adesso le due squadre erano pari. Immediata la risposta di Bozino: “Tosi, sei un vero vercellese…”.

Nell’aprile del 1924 succede un fattaccio al “Pisacane”. L’Andrea Doria di Genova perde 2-0 ma gioca in maniera pesantissima contro i lilla. Il pubblico perde la pazienze ed entra in campo, assalendo gli avversari  e mandandone alcuni all’ospedale. Uno di questi dichiara di aver ricevuto un colpo alla gola e di non riuscire più a parlare. Ovvia e sacrosanta la squalifica del campo.

Tosi ricordava che i dirigenti lilla dopo una settimana andarono a Genova per verificare lo stato del giocatore, con lo scopo di cercare di ridurre la squalifica. Il Doriano passeggiava  tranquillamente per Nervi in ottima forma e parlava, e come se parlava!!!. Ma nulla cambiò: la squalifica fu confermata.

La vicenda ebbe poi uno strascico a livello societario, con le dimissioni del Presidente Bernocchi avvenute durante l’Assemblea della società ai primi di giugno dello stesso anno.  

 

Foto di copertina per Legnano-Internazionale con il portiere lilla Cameroni in primo piano

[archivio www.statistichelilla.it]   

 

  
1924/25

 

Terza stagione consecutiva tra le fila del Legnano per Giuseppe Tosi, che per problemi al ginocchio destro gioca solo una parte del campionato, chiudendolo con 15 presenze e 5 reti.

La squadra ad inizio stagione ha bisogno di rinforzi e l’allenatore ungherese Imre Schoffer indica Imre Rokken, che nonostante la sua giovane età aveva già avuto modo fi giocare nella nazionale magiara.

Rokken è un centrocampista-attaccante molto rapido, tecnico, ben presto diventa il migliore della squadra  ed il beniamino dei tifosi, grazie ai 5 gol messi a segno nella prima metà campionato .

Appena giunto a Legnano il giovane ungherese non conosce una sola parola d’italiano ed in campo , per  farsi capire e per ricevere il pallone, si ingegna con uno stratagemma: battere due volte le mani.

A febbraio dopo la partita con il Verona si profila la disgrazia. Rokken si sente male, è colpito da una gravissima e contagiosa  infezione alle vie respiratorie per la quale ai tempi le cure erano quasi inesistenti. Tosi ricordava che Il rischio di ammalarsi ai tempi era consistente, poiché gli spogliatoi erano spesso al freddo e non sempre dotati di acqua calda. La scoperta della penicillina era ancora di là da venire e lo stesso dicasi per antibiotici e sieri adeguati e così il povero Rokken se ne andò tristemente a soli vent’anni dopo poche settimane di inutili sofferenze, per cause che saranno risolte una ventina d’anni dopo efficacemente  dal  Premio Nobel Alexander Fleming.

 

Imre Rokken

[Collezione G.M. Perozzi - per gentile concessione del Sig. Gigi Perozzi]

 

 

1925/26

 

Giuseppe Tosi viene riconfermato nella rosa dell’F.C. Legnano per il quinto anno consecutivo. Buono come sempre il suo ruolino di marcia, con 6 gol siglati in 21 partite, anche se continuano a presentarsi  problemi  al menisco che limitano i movimenti, che porteranno a fine stagione il giocatore a tentare un intervento chirurgico con metodi incerti, seguito da un lungo periodo di stop.

Ad inizio stagione la situazione economica della squadra lilla è drammatica, tanto che per evitare il fallimento la dirigenza legnanese è costretta a cedere importanti pedine come Torriani ed Allemandi, passati alla Juventus, e Cameroni, venduto al Milan.

Nonostante l’impegno il divario tra lilla ed avversari si fa sempre più ampio e la stagione si conclude con l’ultimo posto in classifica e l’eliminazione dagli spareggi salvezza che portano alla prima retrocessione della sua breve ma folgorante storia.

 

Una caricatura di Giuseppe Tosi, pubblicata sul n° 6 de "Il Lilla" dell'8 febbraio 1923

[archivio www.statistichelilla.it]   

 

 

1926/27

 

Nonostante operazioni e cure ortopediche, i problemi al ginocchio di Giuseppe Tosi non vengono risolti, tanto che il giocatore prenderà parte a due soli incontri.

A fine stagione la decisione è obbligata: rinunciare al Legnano per passare al gruppo sportivo Bernocchi come giocatore-allenatore. Tosi resterà in maglia a scacchi bianca e blu per una decina d’anni.

La Bernocchi ai tempi disputa il campionato dilettanti sull’omonimo campo di via Cesare Battisti, struttura affiancata dal campo della pallacanestro femminile dello stesso gruppo sportivo, vincitore di alcuni campionati di massima serie negli ’50.

Sposatosi nel frattempo con una ragazza legnanese, Giuseppe Tosi resterà a vivere nella Città del Carroccio lavorando presso la ditta Bernocchi, assistendo nel proprio tempo libero alle partite delle giovanili lilla in via Lodi, campo che restò sempre nei propri ricordi come il proprio primo campo di gioco in terra legnanese.  

 

Renato Croci (con la collaborazione di Gianfranco Zottino)

 

 

   

  

Si ringrazia il Sig. Renato Croci per aver messo a disposizione del nostro sito

il materiale che proponiamo in questa pagina.

 


 

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